Che cerca una vita sana

3

La Chiesa Avventista e il messaggio sulla salute

Parlando di salute, la fede può essere considerata un optional?
L’uomo è un essere complesso che si esprime in una molteplicità di dimensioni ben distinte ma contemporaneamente legate fra loro: la dimensione fisica, in cui il corpo risulta regolato da leggi ben precise, quella psico-affettiva che si sviluppa nella comunicazione e nella professionalità, quella spirituale che permette all’uomo di aprirsi verso l’infinito. Queste tre dimensioni sono strettamente interdipendenti e non è realistico pensare che si possa vivere a compartimenti stagni, senza considerare il reciproco influsso dell’una sull’altra. L’uomo equilibrato si sviluppa armoniosamente, senza limitare o atrofizzare nessuna dimensione a scapito delle altre.
La salute infatti non è un patrimonio che riguarda soltanto la nostra corporeità ma dipende dall’espressione equilibrata di tutte le manifestazioni dell’essere, compresa quella spirituale. Anche la medicina sostiene questo approccio. Già Socrate affermava: «Il grande errore che commettono i medici del nostro tempo è quello di considerare separatamente lo spirito dal corpo. Non si può guarire l’uno, senza guarire l’altro».
Questo dibattito è di grande attualità. Oggi, giovani e anziani, sono affetti da patologie psicosomatiche che derivano dalle loro frustrazioni esistenziali. L’uomo non riesce a dare un senso alla propria vita, non riesce a rispondere ai tre interrogativi esistenziali di sempre: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Il prof. Pecchiai, noto esponente della medicina eubiotica, già primario patologo dell’ospedale dei bambini Buzzi di Milano, afferma: «L’incremento delle malattie psicosomatiche, che caratterizza la patologia dei popoli occidentali, correlata a stress, tensioni e frustrazioni potrebbe essere messa in rapporto con la perdita di religiosità e spiritualità in atto in Occidente nell’ambito del ben noto processo di scristianizzazione. Questa perdita di spiritualità potrebbe essere responsabile di un disordine nell’equilibrio psico-fisico esistenziale con conseguente turbamento dell’unità dell’essere umano» (Le forze dello spirito nella salute integrale, in Eubiotica, n. 53, 1988, p. 16).
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), fin dall’ottobre 1982, aveva lanciato un programma che prevedeva la collaborazione di medici e rappresentanti del «clero». Il dr. Toha Baasher dell’OMS sostiene che, qualunque sia il credo religioso, pregando, meditando o anche solo sollecitando interventi di ordine soprannaturale l’uomo può superare meglio le proprie tensioni, raggiungendo così la pace interiore.
Aprire un dialogo con la divinità, a livello spirituale, manifestando colpe, pentimenti e speranze, rappresenta un’esteriorizzazione delle proprie sofferenze che porta a un rilassamento della tensione psico-fisica da cui si è affetti. «Dio, che dona la pace, vi faccia essere completamente degni di lui e custodisca tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, senza macchia, fino al giorno in cui verrà il Signor nostro Gesù Cristo» (1 Tessalonicesi 5:23).

3

La Chiesa Avventista e la salute

Fin dalle sue origini la Chiesa Avventista è stata particolarmente sensibile e attenta a questo prezioso equilibrio dell’essere umano e ha appoggiato tutte quelle iniziative che, già verso la metà del 1800 si presentavano con lo slogan di «riforma sanitaria». Esse erano comuni a molti ambienti medici e religiosi. In quegli anni venne svolta una grande opera di sensibilizzazione che mirava a sottolineare l’importanza della salute e la necessità di abbandonare abitudini malsane seguendo metodi di cura naturali e semplici.
È l’epoca d’oro della lotta contro l’alcool, il tabacco e tutte quelle droghe che venivano regolarmente proposte dagli stessi medici con l’intenzione di guarire le malattie più comuni. Si riscoprirono i benefici dell’uso regolare dell’acqua, del sole, dell’aria e di un’alimentazione semplice e leggera, possibilmente vegetariana, per apprezzare la bellezza di una vitalità spontanea e stabile dell’organismo. Fedele a questa sua antica tradizione la Chiesa Avventista ha sempre continuato a sottolineare l’importanza di tali principi inserendoli nel corpo delle verità bibliche fondamentali che rappresentano i punti di riferimento principali attorno ai quali si sviluppa quella fede che si fonda sul messaggio biblico. «Dovete sapere che voi stessi siete il tempio dello Spirito Santo. Dio ve lo ha dato, ed egli è in voi. Voi quindi non appartenete più a voi stessi» (1 Corinzi 6:19).
«Siamo chiamati a essere un popolo santo i cui pensieri, sentimenti e comportamento siano in armonia con i principi del cielo. Per permettere allo Spirito di riprodurre in noi il carattere del nostro Signore seguiamo, secondo l’esempio del Cristo, linee di condotta adatte a favorire nella nostra vita la purezza, la salute e la gioia. (…) Dobbiamo aver cura del nostro corpo che è il tempio dello Spirito Santo. Oltre all’esercizio fisico e al riposo adeguato dobbiamo adottare un regime alimentare più sano possibile e astenerci dagli alimenti nocivi citati dalle Scritture. Dobbiamo astenerci anche dall’uso di bevande alcoliche, tabacco, droghe e narcotici che possono recare danno al nostro organismo. Al contrario utilizzeremo tutto ciò che può essere utile a sottomettere i nostri corpi e i nostri pensieri a Cristo, che desidera vederci felici, soddisfatti e in buona salute» (Ce que croient les adventistes… 27 vérités bibliques fondamentales, Éditions Vie e santé, p. 282).

3

Iniziative e programmi della Chiesa Avventista per promuovere la salute

]Le iniziative proposte dalla Chiesa Avventista in favore di una salute globale dell’uomo sono sempre state all’avanguardia. Fin dai primi anni del Movimento Avventista sorsero ospedali e cliniche. Il famoso dr. Kellogg, ormai noto prevalentemente per i corn flakes che si mangiano a colazione in tutto il mondo, per diversi anni guidò l’attività medico sanitaria della Chiesa Avventista. Dopo l’ondata della prima grande crociata contro l’alcol in America, all’epoca del proibizionismo, gli avventisti hanno continuato a sostenere la necessità dell’astensione da tutte le bevande alcoliche in favore della salute personale e per combattere una delle maggiori piaghe sociali.
Negli anni ’50 il dr. McFarland promosse un’iniziativa, nota ormai come «Piano dei 5 Giorni per smettere di fumare», per lottare contro gli effetti distruttivi del tabagismo. Si tratta di una terapia psicologica di gruppo, collegata a una serie di consigli di carattere dietetico per disintossicarsi dalla nicotina. Essa permette al fumatore che ha deciso di smettere di fumare di motivare e consolidare la sua decisione.
Da sempre la chiesa ha sottolineato l’importanza di una sana dieta alimentare, consigliando il vegetarianesimo, promuovendo corsi di alimentazione e incoraggiando la gestione di catene di ristoranti e fabbriche di prodotti alimentari. Tramite la stampa di riviste specializzate, corsi per corrispondenza e altre iniziative si continua a diffondere uno stile di vita a cui l’uomo moderno è chiamato ad aderire per poter affrontare e prevenire le malattie del nostro secolo.

3

In conclusione

Dopo quasi 100 anni di questa attività di sensibilizzazione e di prevenzione della Chiesa Avventista il messaggio sulla salute può considerarsi ancora attuale? La nostra società è perfettamente consapevole dei rischi che sta correndo? Viviamo immersi fra enormi contraddizioni. Il nostro pianeta è affetto da sovralimentazione frutto del benessere, ma anche da malnutrizione e fame; la nostra società è in grado di sfruttare i vantaggi della moderna tecnologia ma non riesce a risolvere il problema dell’inquinamento, la scienza medica può intervenire con i metodi di cura più sofisticati per guarire o attenuare patologie complesse, ma l’uomo è vittima di profonde turbe psichiche.
Protagonista di questa realtà anche il credente più sensibile, insieme all’uomo della strada, è portato a sminuire l’importanza e l’impatto di sani principi sull’equilibrio del suo fisico, della sua mente e del suo spirito. Tende a privilegiare l’immediato, a godere dei semplici vantaggi, miope e sordo nei confronti di un appello che gli impone forse sacrifici oggi ma che mira a un futuro migliore per lui e per le generazioni future.