Due veri amici

Giovanni Negro – “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici” (Gv 15:13)

Frank e Ted erano due amici inseparabili, sempre insieme fin dalle scuole elementari. Frank era il più grande e aveva vent’anni, mentre Ted ne aveva diciannove. Un giorno, decisero di arruolarsi nell’esercito. Partendo, promisero a se stessi e ai loro genitori che avrebbero avuto cura l’uno dell’altro. Furono così fortunati che finirono nello stesso battaglione. Quel battaglione però venne mandato in guerra. Per diverso tempo Frank e Ted rimasero negli accampamenti protetti dall’aviazione. Poi, una sera, venne l’ordine di avanzare in territorio nemico. I soldati avanzarono per tutta la notte, sotto la minaccia di un fuoco infernale. Al mattino, il battaglione si radunò in un villaggio. Ma Ted non c’era. Frank lo cercò dappertutto, tra i feriti e tra i morti, ma non riuscì a trovarlo. Finalmente lo trovò nell’elenco dei dispersi. Così, si presentò subito dal suo comandante e disse: “Chiedo il permesso di andare a riprendere il mio amico Ted”. “È troppo pericoloso – rispose il comandante – insieme con il tuo amico ho già perso diversi uomini. Rischierei di perdere anche te, perché là fuori stanno sparando”. Ma Frank decise di partire ugualmente e, dopo un po’ di tempo, trovò Ted ferito mortalmente. Se lo caricò sulle spalle e si incamminò per ritornare all’accampamento. Durante il viaggio, però, una scheggia lo colpì mortalmente. Ma riuscì ugualmente a trascinarsi fino al campo. Quando arrivò i soldati chiamarono subito il comandate che, vedendo Frank in quelle condizioni, gli gridò: “Ti avevo detto di non andare? Valeva la pena morire per salvare un morto?”. “Sì – sussurrò Frank – perché prima di morire, Ted mi ha detto: Frank, sapevo che saresti venuto”. L’amicizia ha sempre affascinato l’umanità per la sua gratuità, per la sua capacità di dono, per il conforto e l’intimità che riesce a creare. Ecco perché si dice: “Chi trova un amico, trova un tesoro”. E un verso di una canzone di un famoso cantautore italiano recita: “Andrei certamente a piedi fino a Bologna per un amico in più”. Conservare, però, questo tesoro non è facile. Penso che tutti noi, nella vita, abbiamo lasciato sul terreno qualche amicizia infranta. Perché, per conservare la vera amicizia, questa deve essere priva di calcoli e di vantaggi. Gesù ci ha insegnato con il suo esempio come coltivare e conservare l’amicizia. Ci ha insegnato a vincere il nostro egoismo cominciando ad amare per primi, a donare e a incontrare l’altro “patendo anche qualche torto” (1 Cor 6:7). Allora, con l’aiuto di Gesù, impariamo a vivere l’amicizia in modo elevato e intenso, che soprattutto sappia “fortificare la fiducia nel Signore” (1 Sam 23:16). (Ad. da “Piccole storie per l’anima” di B. Ferrero)