La fanciulla della lampada

Giovanni Negro – “Fui ammalato e mi visitaste” (Mt 25:36)

Una ragazza di nome Florence, mentre stava passeggiando tra i poderi di suo padre, vide le pecore del pastore Roger sparpagliate e lui che correva agitando le braccia nel vano tentativo di radunarle. “Queste bestie non mi danno retta!”, esclamò ansimante, rivolto alla ragazza. Lei gli chiese: “Dov’è Ginger, il vostro cane?”. “A casa. Si è procurato una brutta ferita alla zampa”. “Posso vederlo? Gli sono così affezionata!”. “Ti accompagno, ma temo che ci sia ben poco da fare per lui”. Il cane, infatti, giaceva sul pavimento della cucina e quando vide Florence agitò debolmente la coda. Questa si chinò sull’animale ed esaminò la zampa sanguinante e gonfia. “L’osso non è spezzato, ma i muscoli hanno subito uno strappo e la carne è lacerata. Farò bollire un po’ d’acqua”, disse Florence. Per più di un’ora fece degli impacchi caldi alla zampa di Ginger che si prestava docilmente alle cure. “Per oggi può bastare! Verrò a ripetere gli impacchi tutti i giorni per almeno una settimana, finché Ginger non sarà guarito!”, annunciò Florence ai presenti. “Sei proprio una brava infermiera!”, esclamò il padrone del cane. “Grazie del complimento. Ma il mio più grande desiderio è studiare da infermiera e lavorare in un ospedale per curare le persone ammalate e farle guarire”, rispose la giovane. “Ne hai già parlato coi tuoi genitori?”, chiese l’uomo. “Sì, ma credono che sia una cosa assurda. Papà dice che gli ospedali sono ambienti squallidi e sporchi, e che il mestiere di infermiere è un lavoro per uomini”. “Tuo padre ha ragione, le figlie dei gentiluomini inglesi non fanno le infermiere negli ospedali”. “Ma io voglio diventare infermiera, anche se papà è contrario a questa mia idea”, replicò decisamente la ragazza. Quando Florence giunse a casa parlò di Ginger al padre che l’ascoltò con attenzione e disse: “Gli strappi muscolari possono guarire in un mese o due, ma probabilmente resterà zoppo e un cane zoppo non serve a un pastore”. “Ginger non resterà zoppo, lo curerò io. Entro una settimana lo farò correre come prima!” dichiarò Florence con convinzione. “E va bene. Vediamo che cosa sei capace di fare!”, concluse il padre. La ragazza ogni giorno andava da Ginger, gli faceva gli impacchi caldi e applicava una nuova fasciatura alla zampa. Poi lo aiutava a sollevarsi e a camminare lentamente. Il cane migliorava, ma zoppicava sempre, come se la gamba fosse rimasta offesa. Sembrava che avesse paura di correre. Eppure doveva farlo! Florence ebbe un’idea. La fine della settimana arrivò e Florence e suo padre si diressero verso la casa del vecchio pastore. Quando giunsero, videro Ginger che guardava fuori attraverso la porta aperta. “Bene, questa è la prova”, pensò lei e disse al padre di fermarsi. Poi, a voce alta gridò: “Ginger, Ginger! Vieni qua”. Ginger stette fermo sulla soglia, ma ecco che, riconoscendo Florence, cominciò ad agitare la coda e a scendere lentamente nel cortile. Florence chiamò di nuovo: “Corri, Ginger, corri! So che puoi farlo. Ti prego, corri!”. Ci fu un minuto di silenzio. Poi Ginger, abbaiando festosamente, le corse incontro senza zoppicare minimamente.
Sapete chi è la protagonista di questa storia vera? Florence Nightingale, che ebbe il desiderio di diventare infermiera, desiderio che poi divenne realtà. Lottando contro difficoltà e incomprensioni, ella riuscì a istruire un piccolo gruppo di infermiere e, durante una guerra, andò a curare i soldati inglesi feriti. Di notte girava lentamente fra i letti, portando una lampada a petrolio in mano per vedere se i pazienti avessero bisogno di qualcosa. I soldati, vedendo la sua figura muoversi nell’oscurità, la chiamarono “la fanciulla della lampada”. Cari amici, spero che anche il vostro desiderio sia quello di fare il possibile per migliorare questo mondo, provando tenerezza e simpatia per tutte le creature del nostro amato Gesù e per “risplendere come astri nel mondo”. (Fil 2:15).