INTRODUZIONE - IL DONO
«Io vi dico: fra i nati di donna nessuno è più grande di Giovanni; però, il più piccolo
nel regno di Dio è più grande di lui» Luca 7:28
Nessun profeta è più grande di Giovanni? E allora Isaia, Geremia, Amos o
Mosè? Eppure, secondo le parole di Gesù, «nessuno è più grande di Giovanni».
È un’idea affascinante perché, a differenza di quelli appena citati, Giovanni il
battista non ha scritto alcun libro della Bibbia. Qual è il punto? Il dono profetico
non fu esclusivo appannaggio di profeti i cui libri sono diventati Scrittura,
ma fu esteso a personaggi la cui opera per il Signore prevedeva altre mansioni.
L’intera questione del dono profetico e dell’ispirazione più in generale, è stata
fonte di discussioni e dibattiti nel corso di tutta la storia della chiesa. In che
modo furono ispirati i profeti? Come operano l’ispirazione e la rivelazione? In
che percentuale, eventualmente, si manifesta negli scritti la cultura e la visione
personale del profeta? Se queste domande generano ancora dibattiti nel cristianesimo
dopo secoli, è impensabile risolverle in un trimestre.
Le questioni relative alla natura del dono profetico e dell’ispirazione hanno rivestito
particolare importanza per la chiesa avventista. Nel libro dell’Apocalisse,
Dio ha promesso che ci sarebbe stata una manifestazione speciale del dono profetico
negli ultimi tempi (Ap 12:17; 19:10; 22:8,9). Gli avventisti credono che tale
dono si sia palesato nel ministero di Ellen G. White (1827-1915). Per 70 anni, ha
messo a disposizione della chiesa consigli e ammonimenti; e anche se è morta
nel 1915, i suoi libri, ricchi di suggerimenti e approfondimenti spirituali, sono
stati una fonte di benedizione per milioni di persone, le cui esistenze sono state
e continuano a essere arricchite anche teologicamente grazie alla loro lettura.
Ma permane il dubbio: qual è il ruolo del dono profetico? Se rivendichiamo
la Bibbia quale nostra autorità ultima, quale tipo di autorità dovrebbe avere lo
Spirito di profezia? Come devono essere interpretati questi scritti? Se anche
questo dono è stata una benedizione, come se ne può fare un uso improprio?
Sono passati oltre 30 anni dall’ultima volta che la Scuola del Sabato si è occupata
del dono di profezia. La nostra chiesa è cresciuta dai 2,5 milioni di membri
di allora ai quasi 16 attuali. E nonostante alcuni dubbi riguardanti lo Spirito di
profezia (e il dono profetico in generale) siano tuttora irrisolti, riteniamo che ci
sia più di un motivo per credere in questa manifestazione speciale della profezia
in mezzo a noi. Ma il vero interesse di questo trimestre verterà sul donatore.
Studiando l’ispirazione e la rivelazione capiremo che Dio ha tanto amato questo
mondo da donare se stesso, nella persona di Gesù, come sacrificio per i nostri
peccati. Il quale, nonostante fosse Dio, senza peccato e creatore stesso, diventò essere
umano e in quella condizione prese su di sé la colpa della nostra malvagità
perché solo in quel modo potevamo essere perdonati e giustificati davanti a lui. |