sabato 31 gennaio
Preghiamo per: Chiesa di Lentini/Carlentini Meditazione del mattino: Giovanni 14:1-3
Letture: Isaia 8:20; Geremia 18:6-10; Giona 3,4; Matteo 7:20; Galati 2:11-14
«Non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene» 1 Tessalonicesi
5:20,21
La dottrina fondamentale n. 18 afferma: «Uno dei doni dello Spirito Santo è
la profezia. Questo dono è un segno che identifica la chiesa del rimanente e
si è manifestato nel ministero di Ellen G. White. Quale messaggera del
Signore, i suoi scritti sono una continua e autorevole fonte di verità e offrono
alla chiesa incoraggiamento, guida, istruzione e correzione. Essi affermano
anche, in modo chiaro, che la Bibbia è la norma in base alla quale ogni insegnamento
e ogni esperienza devono essere provati (cfr. Gl 2:28,29; At 2:1421;
Eb 1:1-3; Ap 12:17; 19:10)» -Manuale di Chiesa, 2006, p. 14.
Anche se Ellen G. White non si è mai definita profetessa, la chiesa l’ha riconosciuta
come tale. Nel 1905 scriveva: «Altri mi hanno definito profetessa,
ma io non mi sono mai attribuita quel titolo. Ho ritenuto che non fosse
mio compito assegnarmelo» -1SM, p. 36.
Uno sguardo alla settimana
In che modo Dio comunicava con i suoi profeti? A quali prove bibliche deve essere
sottoposto un vero profeta? Che cos’è la profezia condizionale? I profeti sono
infallibili? Perché crediamo che le visioni e i sogni profetici di Ellen G. White provenissero
da Dio?
domenica 1 febbraio
SOGNI E VISIONI
Preghiamo per: Chiesa di Lesina Meditazione del mattino: Genesi 2:16,17
«Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio spirito su ogni persona: i vostri figli
e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani
avranno delle visioni» Gioele 2:28
In che modo il Signore comunicava con individui chiamati al ministero profetico?
Genesi 15:1; Numeri 12:6-8; Daniele 7:1
La Scrittura ci insegna che Dio ha utilizzato principalmente sogni e visioni
per comunicare con i suoi messaggeri. I sogni profetici ebbero un ruolo rilevante
ai tempi dei patriarchi (Gn 20-41), nel ministero di Daniele (Dn 1-7) e
nell’annunciazione della natività (Mt 1:20; 2:12,19,22). Negli scritti dei profeti
(Is1:1; Ez 1:1; Dn 8:1; Na 1:1) e nel libro degli Atti (9:10; 10:3; 11:5; 16:9;
18:9) si parla spesso di visioni.
Durante i settanta anni del suo ministero (1844-1915) si stima che Ellen G.
White abbia ricevuto qualcosa come duemila tra visioni e sogni profetici. «A
volte vengo trasportata lontano nel futuro e vedo quello che dovrà accadere.
Altre volte mi sono mostrate cose appartenenti al passato. Dopo essere
uscita da una visione non ricordo all’istante tutto ciò che ho visto e l’argomento
non mi è chiaro finché non comincio a scrivere, a quel punto mi torna
alla mente la scena presentatami in visione e posso scrivere con tranquillità
» -1SM, p. 36.
Spesso riceveva le visioni mentre si trovava in presenza di altre persone
che osservavano certi fenomeni fisici – non respirava, aveva una forza soprannaturale
(nessuno riusciva a muoverle gli arti), ed era inconsapevole di
quanto le accadeva intorno. Avventisti e non avventisti sono stati testimoni
del carattere trascendente delle sue visioni. Alla sessione della Conferenza
Generale del 1893, J.N. Loughborough disse: «Ho visto la sorella White rapita
in visione una cinquantina di volte. Medici affermati l’hanno esaminata
in quei momenti e abbiamo le loro testimonianze che dichiarano come i
fenomeni legati alle sue visioni vadano oltre la loro comprensione» -General
Conference Daily Bulletin, 29 gennaio 1893.
Qual è la tua esperienza legata agli scritti di Ellen G. White? Quale impatto hanno
avuto sulla tua vita spirituale? Metti da parte ogni eventuale pregiudizio riguardante
le sue opere e leggi qualcosa tratto da esse. Che cosa ci dicono dell’autore?
CONFORMITÀ CON LA BIBBIA
lunedì 2 febbraio
Preghiamo per: Anziani chiesa di Roma Ostia Meditazione del mattino: Genesi 3:19
Qual è una delle prove più importanti per un vero profeta (Is 8:20)? Perché dovrebbe
essere così significativa?
La legge (in ebraico torah) è il termine biblico comunemente usato per indicare
gli scritti ispirati di Mosè (Dt 4:44; 31:9); la testimonianza si riferisce a
quella dei profeti (2 Cr 23:11; Gv 3:32). In altre parole, quello che un profeta
dice deve essere conforme a ciò che Dio ha già rivelato. Anche se gli ultimi
in ordine cronologico potranno rivelare ulteriori particolari che riguardano
il piano della salvezza, non potranno però contraddire le cose che il Signore
ha detto in precedenza. Nelle sue rivelazioni all’umanità è in gioco l’immutabilità
divina (Mal 3:6).
In Geremia 28 c’è un esempio dell’esame cui sottoporre un vero profeta.
Geremia profetizzò che Israele avrebbe servito il re di Babilonia per 70 anni
(Ger 25:11). Poco dopo l’inizio di quel periodo, Anania, il figlio del profeta
Azzur, invece annunciò: «Così parla il Signore degli eserciti, Dio d’Israele:
“Io spezzo il giogo del re di Babilonia. Entro due anni io farò tornare in questo
luogo tutti gli arredi della casa del Signore, che Nabucodonosor, re di
Babilonia, ha tolti da questo luogo e ha portati a Babilonia; li ricondurrò in
questo luogo”, dice il Signore» (Ger 28:1-4). Dato che questa previsione non
era coerente con ciò che Dio aveva precedentemente comunicato a Geremia,
il Signore affidò a quest’ultimo un altro messaggio: «Ascolta, Anania! Il
Signore non ti ha mandato e tu hai spinto questo popolo a confidare nella
menzogna. Perciò, così parla il Signore: “Ecco, io ti caccio dalla faccia della
terra; quest’anno morirai, perché hai parlato di ribellione contro il SIGNORE”.
Il profeta Anania morì quello stesso anno, nel settimo mese» (Ger 28:15-17).
Ogni vero profeta ha considerato gli scritti dei suoi predecessori un punto
di riferimento per il proprio ministero. Lo stesso concetto vale per Ellen
G. White. Chiunque abbia familiarità con i suoi libri può attestare che lei ha
utilizzato profusamente la Scrittura. Si è immersa nella Bibbia e ha fatto continuamente
riferimento al testo biblico, tutto quello che ha scritto è assolutamente
in accordo con esso. Nonostante non fosse una teologa e non abbia
scritto un commentario esegetico sulla Bibbia, il suo messaggio è assolutamente
armonico con quello della Scrittura.
Perché la prova definitiva di ogni elemento morale, spirituale e teologico deve essere
l’armonia con la Bibbia? Perché dobbiamo avere un’autorità assoluta, soprattutto
in materia spirituale e teologica?
martedì 3 febbraio
PROFEZIA COMPIUTA
Preghiamo per: Divisione Pacifico Sudasiatica Meditazione del mattino: Romani 6:23
Geremia 18:6-10. Quale importante principio riguardante l’adempimento della profezia
emerge da questi versetti?
La prova di un vero profeta è legata, in parte, al compimento delle sue predizioni
(1 Sam 9:6; Ger 28:9; Lam 3:37). Ma allo stesso tempo, non ogni predizione
può realizzarsi se c’è un cambiamento radicale nei protagonisti coinvolti.
Siamo di fronte alla cosiddetta profezia condizionale, ed è importante
per noi comprendere bene di cosa si tratti.
Studiare i capitoli 3 e 4 del libro di Giona. Cosa si deve tenere in considerazione nel-
l’applicare la prova della profezia compiuta?
L’adempimento di quasi tutte le profezie (con l’eccezione di quelle di
Daniele e Apocalisse relative agli ultimi giorni) dipende dalle azioni e dagli
atteggiamenti delle persone implicate. Giona fece un’affermazione netta,
trasmessagli da Dio, secondo la quale entro 40 giorni Ninive sarebbe stata
distrutta (Gio 3:4). Ma non si è mai avverata. Giona fu allora un falso profeta?
Naturalmente no. Si trattava piuttosto di una profezia condizionale, legata
alla reazione della gente al messaggio che Dio aveva fatto pervenire.
Questo principio può spiegare come mai una profezia particolare fatta da
Ellen G. White nel 1856 non si sia mai avverata. In quell’anno, lei dichiarò: «Mi
fu mostrato il gruppo di presenti alla Conferenza. Disse l’angelo: “Alcuni saranno
cibo per vermi, altri vittime delle ultime sette piaghe, altri resteranno
vivi sulla terra per essere traslati alla venuta di Gesù”» -1T, pp. 131,132.
Tutte le persone allora in vita sono, naturalmente, defunte. Che spiegazione
dare? La risposta è la profezia condizionale. Dobbiamo ricordare che
le fu detto che il regno di Dio avrebbe potuto affermarsi nel corso della sua
vita. Nel 1896, scriveva: «Se quelli che si vantano di avere un’esperienza vivente
nelle cose di Dio avessero svolto l’opera affidata loro dal Signore, il
mondo intero sarebbe stato avvertito prima e il Signor Gesù sarebbe tornato
in gloria e potenza» -Review and Herald, 6 ottobre 1896.
Nell’ultimo volume delle Testimonianze, pubblicato nel 1900, scrisse: «Se
ogni soldato di Cristo avesse fatto il proprio dovere, se ogni sentinella sulle
mura di Sion avesse suonato la tromba in un certo modo, il mondo avrebbe
potuto udire prima il messaggio di avvertimento. Ma il lavoro è in arretrato
di anni. Mentre gli uomini hanno sonnecchiato, Satana ci ha battuti sul tempo
» - 9T, p. 29. Se applichiamo il principio della condizionalità alla sua visione
del 1856, il problema svanisce.
CONFESSARE GESÙ, IL DIO-UOMO
mercoledì 4 febbraio
Preghiamo per: Anziani chiesa romena di Roma Meditazione del mattino: 2 Samuele 14:14
Qual è stato uno dei problemi che Giovanni si è trovato ad affrontare nel suo tempo
e qual è secondo lui un altro segno distintivo di un vero profeta? 1 Giovanni 4:1,2
Una delle problematiche presenti ai tempi di Giovanni era la questione riguardante
la natura umana di Cristo. Era davvero fatto di carne e sangue
oppure, come qualcuno insegnava, la sua corporeità era solo apparenza?
Capire e confessare che Gesù era realmente uomo divenne talmente importante
per Giovanni da fargli dichiarare che questo doveva essere un banco
di prova per il vero profeta. Una prova che non si limita semplicemente
alla convinzione che Gesù fosse un essere umano, ma abbraccia ogni insegnamento
biblico sulla sua figura.
Egli diventò uomo con uno scopo ben preciso, per vivere una vita immacolata
e pura e poi morire per un’umanità corrotta. Ma ancor di più, diventò
uomo perché dopo la sua risurrezione e ascensione potesse mediare a nostro
favore nel santuario celeste. Il nostro Sommo Sacerdote è in grado di capirci
e può avere compassione di noi nelle nostre debolezze, perché è stato
umanamente tentato in ogni maniera possibile (Eb 4:14,15).
Ogni vero profeta orienterà le persone a Gesù, il Dio che si è fatto uomo,
Salvatore ed esempio per tutta l’umanità. Ellen G. White ha dedicato la sua
vita proprio a questa missione. «Gesù Cristo è tutto per noi. È il primo, l’ultimo
e il migliore. Con il suo Spirito e il suo carattere dà significato a tutto.
È l’intreccio e la trama, il vero tessuto del nostro essere… Cristo è un
Salvatore che vive. Se continuiamo a contemplarlo, rifletteremo la sua immagine
su coloro che ci circondano» -MYP, p. 161 [108].
Perché è fondamentale che un vero profeta glorifichi Cristo? Atti 4:12
Lo spirito ecumenico e il pensiero postmoderno hanno permeato quasi tutte le
chiese moderne, dando vita a un processo che sta erodendo l’unicità del cristianesimo
e soprattutto l’importanza di Gesù Cristo quale salvatore del mondo.
Ma Ellen G. White scrive: «L’unica speranza per l’uomo caduto è guardare
a Gesù e accoglierlo come unico Salvatore» -Testimonies to Ministers, p. 367.
«Soltanto la verità e la religione della Bibbia sosterranno la prova del giudizio
» -Fundamentals of Christian Education, p. 127.
«Innalziamo Gesù, il Salvatore degli uomini. Parliamo del suo amore, raccontiamo
la sua potenza» -Signs of the Times, 18 marzo 1889.
giovedì 5 febbraio
LA PROVA DEL FRUTTETO
Preghiamo per: Liali Bartolo (E) Meditazione del mattino: 1 Timoteo 6:15,16
Cosa disse Gesù durante il Sermone sul monte, a proposito dell’identificazione dei
veri profeti? Matteo 7:20
Il contesto nel quale nasce questa affermazione è l’ammonimento a stare in
guardia dai falsi profeti, rivolto da Gesù ai discepoli (Mt 7:15). Da un buon
albero nascono frutti buoni; Gesù applica tale principio alla vita dei profeti.
Che genere di frutti producono? Quale influsso hanno sugli altri i loro insegnamenti?
La prova del frutteto richiede tempo. Ellen G. White ha vissuto e
operato per 70 anni sotto l’occhio critico di milioni di persone in larga parte
scettiche, dubbiose, sospettose e in alcuni casi apertamente ostili. Errori, sbagli
e leggerezze furono e sono tuttora rimarcate con grande soddisfazione
dai suoi oppositori. Dio soltanto è senza macchia, non i suoi messaggeri.
Cosa ci dicono i seguenti passi circa le debolezze caratteriali di alcuni personaggi beneficiati
del dono profetico? Genesi 12:12,13; Giona 1:1-3; Atti 15.36-39; Galati 2:11-14
Essere profeta non rende, ovviamente, una persona infallibile o immacolata.
Ellen G. White fece tanti errori ed ebbe le sue debolezze, come ogni altra persona,
ma lo sviluppo della sua vita fu tale che al momento della morte un quotidiano
non avventista commentò: «La vita della signora White è un esempio
degno di essere emulato da tutti… È stata un’umile e devota discepola di
Cristo e ha sempre fatto del bene… La sua morte segna la fine di un altro esponente
di primo piano del pensiero religioso che in quasi novanta anni ha generosamente
dispensato buone azioni, parole gentili e preghiere accorate per
tutta l’umanità» - St. Helena, California, Star, 23 luglio 1915.
Alcuni hanno difficoltà ad accettare il suo ministero profetico perché indugiano
su certi dettagli dei suoi scritti che impediscono loro di cogliere il
quadro generale: il modo in cui Dio si è servito di lei per fare sorgere questa
chiesa; le tante meravigliose intuizioni ricevute dal Padre e il contributo dato
alla chiesa avventista.
Di quali grandi vantaggi possiamo beneficiare grazie alla manifestazione del dono
profetico tra di noi? Quali sono le sfide potenziali che esso comporta?
APPROFONDIMENTO
venerdì 6 febbraio
Preghiamo per: Ianiro Paola (CR) Meditazione del mattino: Isaia 38:18,19
Tramonto del sole: ore 17,34
«The Bible Prophets Wrote for Our Time», pp. 338,339 in Selected Messages,
vol. 3; Arthur L. White, «Make it Known to Others», pp. 60-72, in The Early
Years: 1827-1862.
«Quando il soggetto mi è stato presentato, il periodo consacrato al ministero
di Cristo pareva pressoché compiuto. Posso essere accusata di menzogna perché
i tempi si sono prolungati oltre quello che la mia testimonianza lasciava
supporre? Cosa ne è della testimonianza resa da Cristo e dai suoi discepoli?
Si sono sbagliati? Paolo scrive ai Corinti: “Ma questo dichiaro, fratelli: che il
tempo è ormai abbreviato; da ora in poi, anche quelli che hanno moglie, siano
come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero;
quelli che si rallegrano, come se non si rallegrassero”» [1 Cor 7:29,30]. E ancora,
nell’epistola ai Romani, dice: “La notte è avanzata, il giorno è vicino;
gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce”
[Rm 13:12]…
Nei messaggi rivolti agli uomini, gli angeli rappresentano il tempo come
qualcosa di molto breve e così è stato presentato anche a me. È vero che il
tempo è durato più a lungo di quanto ci aspettavamo all’annuncio di questo
messaggio. Il nostro Salvatore non è apparso rapidamente come speravamo.
Ma la parola di Dio ha fallito? Giammai! Dovremmo sempre ricordare che le
promesse e le minacce di Dio sono entrambe condizionali» - 1SM, p. 67.
Domande per la discussione
1. Perché gli avventisti hanno smarrito la fiducia nel ministero profetico di Ellen G.
White? Può essere in parte dovuto al modo in cui è stata presentata la sua opera?
2. Prendete alcuni dei vostri estratti preferiti dai suoi libri e rileggeteli. Che cosa
ve li fa particolarmente apprezzare? Quale messaggio predica in questi paragrafi?
3. Certe persone ricorrono agli scritti di Ellen G. White come se fossero l’autorità
definitiva su ogni questione. Perché è sbagliato? Quali grandi rischi presenta per
la nostra chiesa un atteggiamento del genere? In che modo questo straordinario
dono è stato, ed è ancora, abusato nella chiesa? Con quali risultati?
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