- Articolo: Dichiarazione dei dirigenti avventisti sulla pace
21/02/2003
Dichiarazione dei dirigenti avventisti sulla pace
Il Consiglio di Presidenza dell'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7o Giorno composto dai pastori Lucio Altin (presidente nazionale), Ignazio Barbuscia (segretario nazionale), Rolando Rizzo, Calogero Furnari, Paolo Benini, unitamente alla responsabile del dipartimento della libertà religiosa (Dora Bognandi)
considera con grande preoccupazione gli sviluppi della crisi irachena e sollecita:
- tutti i cristiani alla preghiera affinché l'attuale crisi non sbocchi in una guerra, anche se appare decisa da tempo a prescindere dalle ispezioni dell'ONU e che, inevitabilmente, comporterebbe sofferenze inaudite e migliaia di vittime innocenti;
- i nostri rappresentanti politici ad adoperarsi, al di là di qualunque logica partitica, per cercare soluzioni alternative alla forza distruttrice delle armi.
Pur dando un giudizio fortemente negativo sull'attuale regime iracheno, il Consiglio rifiuta risolutamente il concetto nuovo e inquietante di guerra preventiva destinata ad aumentare il terrorismo e a svuotare di significato e di credibilità gli organismi internazionali per quello che fin qui hanno fatto per tutelare la pace nel mondo.
Alla luce della nostra comprensione del Vangelo e dell'art. 11 della nostra Costituzione ("L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo") e delle considerazioni fin qui espresse, riteniamo del tutto inaccettabile lo spargimento di sangue previsto in Iraq.
Convinti, inoltre, che la pace non consiste in una situazione di non belligeranza, ma si costruisce con il dialogo e la comprensione, esprimiamo la nostra solidarietà a tutti coloro che si adoperano per essa in maniera non strumentale. Auspicando che prevalga uno spirito positivo di dialogo, chiediamo al nostro Padre celeste di aiutare tutti coloro che sono animati di buona volontà perché intraprendano le azioni giuste affinché tante vite umane siano risparmiate.